May 21, 2016

Inattività come verità effettiva dell’uomo, Corbetta


«Ozio è libertà di essere, è essere. Il suo opposto non è labor (fatica), in cui piuttosto matura un frutto del vagare, ma negotium, il luogo, il tempo, l’azione di scambiare. Ove avviene una attribuzione di valore, attraverso una relazione di potere.»
(M. Costantino, nota introduttiva a Kazimir Malevič, L’inattività come verità effettiva dell’uomo, Asterios 2012)

G.N., Refurbished paintings, 2016
L’inattività come verità effettiva dell’uomo è il titolo di un non troppo noto saggio teorico di Kazimir Malevič (1921) che Giancarlo Norese prende a prestito per la sua mostra alla Sala delle Colonne di Corbetta. Estremizzando la sua condizione quotidiana di parossistica inattività (espletata quasi ogni giorno in città e in condizioni diverse), l’artista realizza una mostra fatta di pitture tradizionali, “trovate” e modificate attraverso un “non fare” che sarebbe forse piaciuto al pittore ucraino sopra citato.

Prima sala: Refurbished paintings, 2016
Seconda Sala: Attività delegata a Filippo Falaguasta

Sala delle Colonne, Corbetta (Milano)
via C. Cattaneo 25, ℅ Palazzo Comunale
da sabato 21 maggio 2016, ore 18

May 14, 2016

Qui non si dorme mai, Milano

Un progetto a cura di Baubaus per Careof
laboratorio 14-15 maggio 2016
esposizione 14-20 maggio 2016

Qui non si dorme mai è insieme esposizione e laboratorio.
Per due giorni gli spazi di Careof sono proposti come luoghi domestici: sala da pranzo, salotto da tè, cucina, ripostiglio, stanza da letto per celebrare rituali di quotidianità conditi ad arte. L’archivio DOCVA si trasforma in villaggio aperto in cui montare la tenda per trascorrervi la notte.
Uno spazio d’accoglienza per tutti che diventa occasione e modo per incontrare e fare l’arte.

Partecipano al progetto Mario Gorni e gli artisti Silvia Cini, Sabine Delafon, Giancarlo Norese, Antonio Guiotto (Carrozzeria Margot), Wurmkos, L.A.M. (Laboratorio d’arte Marmellata), Dipartimento Educazione Fondazione Merz.

Careof, Fabbrica del Vapore, Milano

May 12, 2016

Alfabeto, Roma

Materia è lieta di invitarvi alla presentazione di Alfabeto.

Il progetto nasce dall’incontro con Luca Pancrazzi nel suo studio a Milano nel maggio 2015, ma comincia a prendere corpo dopo la pausa estiva a metà settembre.
L’Alfabeto consiste di 26 lettere (alfabeto latino classico), ognuna di esse interpretata da un artista diverso. Le lettere sono stampate in offset su una carta bianca Old Mill 130g in formato A3, in 100 esemplari firmati e numerati sul retro. Si tratta di un progetto “aperto” ed esiste quindi la possibilità che la stessa lettera, nel tempo, venga realizzata più volte da artisti diversi.

Per l’occasione sarà possibile conoscere l’intera produzione di Materia tra cui, ad esempio, lo specchio di Jonathan Monk e le sculture di Max Renkel.
I multipli saranno esposti per due giorni nella galleria 28 Piazza di Pietra, nell’omonima piazza a Roma.

Con la partecipazione di Max Renkel, Karl Daubmann, Judith Kakon, Christof Nüssli, Marco Raparelli, Michaela Langenstein, Giorgio Di Noto, Simone Berti, Luca Pancrazzi, Jonathan Monk, David Schutter, Isabell Heimerdinger, Martin Soto Climent, Giancarlo Norese, Matteo Fato, Benjamin Hirte, Hilario Isola, Rä Di Martino, Stefania Galegati, Mikkel Carl, Cesare Pietroiusti, Kilian Rüthemann, Jinn Bronwen Lee, Elena El Asmar, Florian Graf, Alfredo Pirri.

Alfabeto
inaugurazione giovedì 12 maggio 2016, h 18.30
fino a sabato 14 maggio
28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery
Piazza di Pietra, 28 Roma

a cura di Materia
info (at) materiamultipli (dot) com
www.materiamultipli.com

May 7, 2016

Out of Place, Berlin

Peninsula e.V. and Associazione 22:37
are pleased to invite you to the opening of

Out of Place_an ongoing archive
P67 Gallery, Pfalzburgerstraße 67, 10719 Berlin
Saturday, May 7 at 6pm

Out of Place_an ongoing archive is a project conceived by Associazione 22:37 that began in 2012. This new phase of the project is initiated together with the newly formed Berlin-based association Peninsula.

The purpose of Out of Place is to create a temporary archive housing a broad overview of theoretical references and ideas about nomadism and its effects on the forms of contemporary art production. The core of our research is based on the idea that being out of place is a condition that causes a subject to continuously relocate himself or herself. This process leads to a movement that is fluid not only in space, but in time as well, a necessity for constructing the constantly changing meaning of our presence in a place.


Contributors:
Adalberto Abbate, Yeşim Ağaoğlu, Rebecca Agnes, Petrov Ahner, Basma Alsharif, Alessandro Ambrosini, Luca Andriollo, Silvano Arcidiacona, Zara Audiello, Rafa Badia, BALLOON, Maura Banfo, Valentina Lucia Barbagallo, Bcomeblog, Maja Beganovic, Marco Belfiore, Elena Bellantoni, Emanuele Belluffi, Ilaria Biotti, Ana Maria Bresciani and Antonio Cataldo, Daniel Brunet, Fabio Campagna, Loris Cecchini, Mario Ciaramitaro, Roberta Coletto, Marco Dalbosco, Fiorentino De Martino, Luís De Matos, Alessandro Di Pietro, Daniela DiMaro, Cecilia Divizia, Dusica Drazić, Pola Dwurnik, Massimo Estero, Tatjana Fell, Barbara Fragogna, Armida Gandini, Bernardo Giorgi, Claudio Gobbi, Stephan Groß, Daniel Michael Johnson, Marija Masa Jovanović, Philipp Koch, Petya Koleva, Iva Kontić, Christophe Kotanyi, Giuseppe Lana, Gianluca Lombardo, Aleksandar Maćašev, Madispa, Diego Mallo, Irma Markulin, Massimiliano Marraffa, Pamela Martínez Rod, Gaia Martino, Virna Mastrangelo, Erika Matsunami, Elena Mazzi, Lorenzo Mazzi, Giuseppe Mendolia Calella, Almagul Menlibayeva, Vesna Mićović, Stefania Migliorati, Maria Mitsopoulou, Molino & Lucidi, Ruben Montini, Maria Fernanda Moscoso, Lea Julie Mugnaini, Paula Muhr, Branka Nedimović, Annelie Nilsson, Giancarlo Norese, Irina Novarese, Mariagiovanna Nuzzi, Benedetta Panisson, Giorgos Papadatos, Alessia Pastore, Alice Pedroletti, Marco Pezzotta, Sergio Racanati, Alessandro Rolandi, Fried Rosenstock, Stefanie Schairer, Roland Schefferski, Elif Sezen, Nina Simonović, Ivana Smiljanić, Ulrike Solbrig, Allegra Solitude, Ivana Spinelli, Boba Mirjana Stojadinović, Slobodan Stošić, Vassiliea Stylianidou, Suit-Case, TamtamART (Ya-Wen Fu, Yun-Ting Hung, I-Chen Tsou) Francesco Tavolaro, Nina Todorović, Chryssa Tsampazi, U10, Mihailo Vasiljević, Nataša Vasiljević, Vassiliki Vayenou, Lucia Veronesi, Dubravka Vidović, Sasha Vinci, Luca Vitone, Lisa Wade, Emma Waltraud Howes, Jole Wilcke, Alexandra Wolframm, Miriam Wuttke, Davies Zambotti, Elena Zanichelli, Catrina Zanirato.

Online archive

May 7 – 20, 2016
P67 Gallery, Pfalzburgerstraße 67, 10719 Berlin

Contact information:
Associazione 22:37 news22e37 (at) gmail (dot) com
Peninsula e.V. info (at) peninsula (dot) land

(source: 22e37.wordpress.com)

May 5, 2016

Prière de toucher 5, Milano

Emanuele Becheri, Francesco Carone, Gianluca Codeghini, Ermanno Cristini, Elena El Asmar, E il Topo, Amedeo Martegani, Museo Riz à Porta, Giancarlo Norese, Giovanni Oberti, Luca Pancrazzi, Luca Scarabelli, Sophie Usunier, Eugenia Vanni. Con contributi di Giulia Brivio, Alessandro Castiglioni e Dario Giovanni Alì.

Opening giovedì 5 maggio 2016, ore 18.30
Dal 6 al 26 maggio 2016 solo su appuntamento
(spaziocosmo-at-yahoo-dot-com)
Spazio C.O.S.M.O., via Paolo Paruta 59 (MM Cimiano), Milano

Prière de toucher è un ciclo di mostre, costruito in un dialogo continuo con Giulia Brivio, dove si mettono in atto pratiche di nascondimento. Ogni mostra coinvolge artisti diversi e sviluppa una particolare modalità del nascondere.
La prima è stata fatta a Imola a Novella Guerra nell’ottobre 2013 insieme a Patrizia Giambi e a Microcollection; la seconda a Something Like This a Firenze nel maggio 2014 insieme a Oppy De Bernardo e Aldo Mozzini, la terza a Milano a MARS nell’ottobre 2014 coinvolgendo una quarantina di artisti che in tempi diversi hanno esposto in questo spazio; la quarta nelle Langhe all’interno dell’Alcova d’Acciaio di Umberto Cavenago e insieme ad Alessandro Castiglioni e Barbara De Ponti.

Il n. 12 della rivista Boîte dedicato all’opera nascosta ha presentato l’operazione.
Prière de toucher è un “dispositivo” in funzione grazie al lavoro di tutti gli artisti che fino ad ora vi hanno partecipato, consentendogli di “prendere corpo”. Ha a che fare con il corpo e, saccheggiando il titolo del noto lavoro di Marcel Duchamp, rimanda inevitabilmente al mostrare. In breve Prière de toucher si interroga sui confini del corpo e sulla natura dell’esibizione e, forse, è una modalità del mostrare nonostante si preoccupi solo di nascondere.

Questa quinta tappa di Prière de toucher è concepita per lo spazio C.O.S.M.O., uno spazio espositivo nella soffitta dello studio di Luca Pancrazzi ed Elena El Asmar e in quanto soffitta lo spazio ideale per nascondersi.
La modalità che si vuole qui sviluppare è quella della mimetizzazione: una forma di nascondimento che si fonda sull’inganno della vista. Il mimetismo per gli esseri viventi è un vantaggio evolutivo, per l’arte può esserlo per acuire il senso visivo.
Ermanno Cristini

I video del progetto Prière de toucher sono a cura di Videoforart

April 4, 2016

Wohnen in einer Verspätung, Bern

Wohnen in einer Verspätung / Abitare un ritardo
Ermanno Cristini, Giancarlo Norese, et al.
Progr, Bern, 4-26 april 2016

Pamela knows
Diese Residenz soll der langsam verlaufenden Zeit, die kreative Aktivitäten charakterisiert, mehr Wert verleihen. Kleine Gesten, Pausen, Faulheiten, Langsamkeiten, Betrachtungen, Verblüffungen und Verzögerungen machen das Wohnen zu einem Spaziergang durch die Domus, den Ort des Otium (Müssiggangs), um mit Robert Walser das Vergnügen neu zu entdecken, das ein überraschendes Treffen ausserhalb der funktionellen Beziehung zur Welt mit sich bringt.

In diese unproduktive Gymnastik sollen auch die Bewohner des Progr mit einbezogen werden. Sie sind eingeladen, die Spuren ihrer nicht arbeitsamen Momente zu bewahren und mit uns zu teilen, und auch Künstler, die zu Besuch sind, sollen sich gerne für ein paar Augenblicke mit uns in den Strudeln der Verspätung verlieren. Die Sammlung der Spuren aller werden zu einer Ausstellung zusammengefügt, die im Wohnraum der zugeteilten Residenz stattfinden und sich als vielstimmiger Dialog präsentieren wird.

Die Residenz beim Progr steht in einer Reihe von Initiativen, die den Müssiggang aufwerten sollen. Dazu gehören auch die Ausstellung Doppio stallo (Doppelter Stillstand) in Mailand in der Nowhere Gallery ab dem 31. März sowie eine Lesung am Cabaret Voltaire in Zürich am 23. April im Kontext von Obsession Dada.

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Vanessa is/as an angel
Scriveva Walter Benjamin nei Passages che “Non bisogna far passare il tempo, ma anzi invitarlo a fermarsi presso di noi”. È con questo spirito che Duchamp indica nel respirare, in opposizione al lavorare, l’essenza dell’attività creativa. Il fare artistico sta entro un ritardo e dunque si qualifica per una sottrazione: ciò che manca è il principio di economia e la dimensione utilitaria, al punto che esso si configura come uno sperpero. Così entro un’operosità reiterata senza fine si consuma una inoperosità, o più precisamente un’applicazione inoperosa, che è la sua vera cifra.

Abitare un ritardo è il senso di questa residenza, facendo dell’abitare l’occasione per mettere in atto delle pratiche che percorrano il tempo senza tempo dell’attesa creativa. Piccoli gesti, soste, pigrizie, lentezze, contemplazioni, stupori, indugi, di cui raccogliere amorevolmente le tracce oziose e ozianti  per sperimentare un modo di fare che è un modo di essere. Una passeggiata nella domus, per ritrovare, con Robert Walser, il piacere dell’incontro sorprendente fuori dal rapporto funzionale con il mondo.

In questa ginnastica improduttiva si intendono coinvolgere anche i residenti del Progr invitandoli a conservare  e a scambiarsi con noi le tracce dei loro momenti inoperosi, e si intendono coinvolgere artisti in visita che si perderanno per un istante con noi. La raccolta delle tracce darà luogo a una mostra che si terrà nello spazio abitativo della residenza assegnata e che si presenterà come un dialogo a più voci nella condizione di tempo sospeso.

La residenza al Progr si colloca entro un percorso di iniziative dedicate alla valorizzazione dell’ozio, che comprendono una mostra a Milano (Doppio stallo) alla Nowhere Gallery a partire dal 31 marzo e una lecture al Cabaret Voltaire a Zurigo il 23 aprile nel contesto di Obsession Dada.



March 31, 2016

Doppio Stallo, Milano

Doppio Stallo: Ermanno Cristini e Rossella Moratto, con Matteo Cremonesi, Ronny Faber Dahl, Oppy De Bernardo e Aldo Mozzini, Matteo Guarnaccia, Andrea Nacciarriti, Giancarlo Norese, Alessandro Rolandi.

Nowhere Gallery, Milano
31 marzo – 7 aprile 2016

Walter Benjamin gioca a scacchi
con Bertolt Brecht,
Skovsbostrand, 1934

La partita è patta quando il giocatore che ha il tratto non ha alcuna mossa legale e il suo Re non è sotto scacco. Si dice che la partita finisce per ‘stallo’. Ciò termina immediatamente la partita, a condizione che la mossa che ha prodotto la posizione di stallo rispetti l’Articolo 3 e gli Articoli da 4.2 a 4.7.

— Regolamento Internazionale degli Scacchi FIDE

Nel gioco degli scacchi lo stallo è una condizione che ne capovolge il senso; comportando la rinuncia ad avere un vincitore e un vinto, lo stallo vanifica il fine “produttivo” della partita.
Il doppio stallo è una posizione puramente teorica, mai verificatasi in partita, che corrisponde ad una sorta di immobilità ideale, quasi un paradosso, entro la quale il gioco si incaglia sottraendosi al suo dovere “istituzionale”.
Ho immaginato di costruire questa mostra, in dialogo con Rossella Moratto, concependola come una sorta di partita a scacchi entro il tempo sospeso del doppio stallo. Non ci sono né vincitori né vinti e proprio per questo essa esplora i territori della marginalità giocando fuori dal gioco. Il tempo di questa partita è il tempo dilatato che sfugge alla dimensione utilitaristica per aprirsi al potenziale del non fare per essere.

G.N., Negozio, 2014-2016
Scriveva Walter Benjamin nei Passages che “Non bisogna far passare il tempo, ma anzi invitarlo a fermarsi presso di noi”. È con questo spirito che Duchamp indica nel respirare, in opposizione al lavorare, l’essenza dell’attività creativa. Il fare artistico sta entro un ritardo e dunque si qualifica per una sottrazione: ciò che manca è il principio di economia e la dimensione utilitaria, al punto che esso si configura come uno sperpero. Così entro un’operosità reiterata senza fine si consuma una inoperosità, o più precisamente un’applicazione inoperosa, che è la sua vera cifra.
Incrociano l’asse di questa “partita” oziosa i contributi di otto “testimoni oculari” attivi, il cui lavoro spesso trae alimento dall’inerzia del piacere per l’inutile e/o dall’astensione dal fare.

Ermanno Cristini

March 15, 2016

Unità di tempo, Milano

A Milano dal 15 al 19 marzo 2016 mostre di artisti negli studi degli artisti.
Martedì 15 marzo, studio di Barbara De Ponti, dalle ore 18 alle 21;
via Soperga 14, scala C, citofono 31

Giorgio Barrera, Lisa Mara Batacchi, Barbara De Ponti e Giancarlo Norese partecipano a Studi festival 2016.
Quattro porzioni di lavoro estrapolate delle ricerche personali sospendono il loro senso originario per acquisirne uno ulteriore comune; le opere nuovamente contestualizzate divengono diverse unità di misura temporali.

G.N., Marxxx, 2015
Giorgio Barrera: Quanto tempo stiamo senza vedere. Il tempo di abbacinamento causato dal flash provoca la perdita momentanea della funzione visiva.
Lisa Mara Batacchi: Resisting to verticality. Parentesi temporali percepite e video registrate in un recente viaggio a Bombay, preambolo di una nuova partenza.
Barbara De Ponti: Clay Time Code. Nanofossili estinti delle Argille Azzurre per lavorare con un passato remoto che si trasforma e diventa l’oggi.
Giancarlo Norese: Marxxx. Un giovane, imberbe Karl Marx come soggetto di una serie di dipinti. I primi tre ritratti sono sovrapposti sulla stessa tela.

Da martedì 15 a sabato 19 marzo 2016 gli artisti che vivono e lavorano a Milano aprono le porte dei loro studi agli altri artisti, al pubblico dell’arte e a tutta la città in occasione di STUDI FESTIVAL #2, un progetto ideato e curato dagli artisti Vincenzo Chiarandà e Anna Stuart Tovini (Premiata Ditta), Claudio Corfone, Rebecca Moccia.

STUDI FESTIVAL fotografa e racconta in modo trasversale la scena dell’arte contemporanea milanese grazie a un dispositivo semplice ma efficace: gli artisti aprono le porte dei loro studi per mostrare i propri lavori, ma sono anche chiamati a invitare altri autori a esporre nel proprio spazio e, a loro volta, sono invitati a prendere parte a iniziative organizzate negli studi dei loro colleghi. Ogni studio diventa quindi sede di veri e propri progetti site-specific ideati per il festival e contribuisce a creare uno scambio circolare di energie e creatività che arricchisce la scena artistica milanese contemporanea. STUDI FESTIVAL mette in rete gli studi d’artista a Milano, stimolando collaborazioni tra artisti di generazioni diverse, aprendo un nuovo dialogo tra gli artisti e la città attraverso la scoperta di luoghi impensati e altrimenti invisibili, disegnando così una mappa sinergica, dinamica e fluida della creatività in città e della città stessa attraverso la sua rete creativa.

Milano, da martedì 15 a sabato 19 marzo 2016
5 giorni di festival
77 mostre in studi d’artista aperti in tutta la città
15 eventi collaterali in luoghi speciali
più di 500 artisti coinvolti
www.studifestival.it

March 13, 2016

愛・アモーレ, Rikuzentakata

A group show commemorating the 5 years after the Japan tsunami, curated by Setsuko, opening March 13, 2016 at the City Community Hall, Rikuzentakata, Japan.

Including works by Maurizio Arcangeli, Nanni Balestrini, Renata Boero, Clara Bonfiglio, Alberto Garutti, Piero Gilardi, Corrado Levi, Yari Miele, Giancarlo Norese, Lisa Ponti, Setsuko, and others.


March 12, 2016

No Place 2, Fombio

Siamo abituati a pensare a una mostra d’arte come a un progetto chiuso e definito, dove un soggetto (il curatore o promotore) si assume il compito di scegliere a priori uno o più artisti, di individuare un tema e di creare, così, un organismo fatto e finito, pronto ad essere esibito, con una discreta sicurezza di risultato, al pubblico.

Quando, però, si esce dalle piste tracciate e ci si spinge sul terreno delle sperimentazioni culturali, gli esiti possono essere sorprendenti: è l’esperienza di NO PLACE, una mostra-incontro, un evento sociale più che espositivo che capovolge le consuete modalità organizzative.

L’obiettivo non è la sintesi, ma l’espansione: basandosi sulla metafora del rizoma, ogni partecipante è al tempo stesso artista e curatore e, pertanto, chiamato a sua volta a coinvolgere e coordinare altri partecipanti a propria discrezione, attivando reazioni (e connessioni) a catena che sfuggono alla presunzione del controllo centrale.

Gli spazi del Castello di Fombio saranno al centro di questo innovativo esperimento, che ha tra i suoi obiettivi, anche, la riscoperta del monumento che lo ospita.
Per un giorno intero gli infonderà la vitalità dell’arte, ne farà nuovamente luogo di incontro e di scambio e, al tempo stesso, vittima di una “invasione” non più bellica ma artistica e creativa.

Partito da un primo nucleo di 16 autori, il rizoma di NO PLACE ha coinvolto circa 400 artisti, chiamati a portare una traccia di sé sotto forma di opere che vivano di “luce propria” (installazioni luminose, interventi visibili su smartphone, tablet, computer, lightbox ecc.), popolando il castello di presenze discrete fatte di luci vibratili e mai definitive. L’evento avrà inizio quando il primo autore entrerà nello spazio per installare la propria opera e potrà terminare solo quando l’ultimo artista avrà abbandonato l’edificio: fino a quel momento, gli esiti saranno imprevedibili.

www.noplace.space

sabato 12 marzo 2016, dalle ore 10 alle 24
Castello Scotti, via Roma 2, Fombio (Lodi)

March 5, 2016

CRAC: Ten Years 2004-2014

Centro Ricerca Arte Contemporanea
Ten Years 2004–2014
Arte, educazione, formazione, lavoro, spazio pubblico
a cura di Dino Ferruzzi
Postmedia Books, 288 pp., Milano 2016

A distanza di circa due anni dalla chiusura forzata del CRAC dal Liceo Artistico Bruno Munari di Cremona, viene pubblicato nelle edizioni Postmedia Books un libro che documenta dieci anni di ricerca/azione nel campo dell’arte e della didattica.

Il CRAC è nato nel 2004 dalla volontà di alcuni insegnanti/artisti del liceo che, postosi il problema dell’aggiornamento e della formazione artistica in Italia, hanno deciso di agire aprendo uno spazio di riflessione, ricerca e azione su problematiche assai critiche che investono sia il sistema educativo che il sistema dell’arte, un’organizzazione non profit che ha operato nel liceo cremonese fino al 2014, attivando uno spazio-scuola sperimentale con lo scopo di esercitare modelli educativi alternativi.

Dall’esperienza sul campo si è fatta strada una riflessione sulla globalizzazione dell’economia e sui fenomeni di disgregazione sociale e culturale che essa determina e su come il mondo della scuola ne sia pienamente investito.
Il libro racconta dell’intenzionalità delle pratiche attive, del mestiere dell’insegnante e dell’artista, con la consapevolezza che mettere in comune con gli studenti l’esperienza della pratica pedagogica ed estetica significhi condividere le conoscenze e sperimentare nuove forme di partecipazione fuori dai contesti abitudinari e strumentalizzati sia dell’educazione che dell’arte. Un modo attivo per far coincidere il momento conoscitivo con la percezione politica, per dare corpo a un progetto di vita, a un luogo inteso come bene comune.

Il ricco apparato fotografico e i testi che compongono il libro sono stati concepiti come un insieme di pensieri raccolti nel tempo, una narrazione a più mani, un accumulo di letture, suggestioni, incontri che tentano di rivelare e individuare, in maniera trasversale, i contorni di una dimensione biopolitica dell’arte, dell’educazione, della formazione, del lavoro e dello spazio pubblico.

Oltre ai testi di Dino Ferruzzi e Gianna Paola Machiavelli, fondatori del CRAC, il libro è arricchito dalle testimonianze di Marcella Anglani, Katia Baraldi, Fabrizio Basso, Silvia Cini, Maurizio Coccia, Emilio Fantin, Mario Gorni, Pablo Helguera, Giancarlo Norese, Piero Almeoni e Paola Sabatti Bassini (Osservatorio in Opera), Luisa Perlo (a.titolo), Paolo Perticari, Mara Predicatori, Mili Romano, e da un’intervista di Micol Costantini per la tesi di laurea al DAMS di Bologna.

La stampa del libro è stata possibile grazie all’attivazione di una raccolta fondi dal basso e a una serie di eventi che hanno favorito il coinvolgimento diretto di tante persone con cui abbiamo condiviso collaborazioni virtuose e comuni interessi.

CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea
crac.cremona (at) gmail.com
www.crac-cremona.org

February 17, 2016

Falso trattato di estetica (quadrato rosa), Palermo

Ricercatore della bellezza generata dal caso, Norese ha deciso di allestire la sua mostra al Caffè Internazionale con una serie di oggetti trovati nello stesso bar. Non ready-made di ascendenza duchampiana, utilizzati in un consapevole annichilimento del gusto, ma objets trouvés scelti proprio per il loro valore estetico e ribaltati nella loro funzionalità d’uso.

“Falsificati”, come il trattato del 1938 di Benjamin Fondane che dà il titolo alla mostra e in cui il filosofo si pone in contraddizione con la trattatistica positivista di inizio Novecento, contro l’idea di un’estetica generata dalla ragione e in favore dell’autonomia esistenziale della poesia che pone il conflitto e la tensione al centro del proprio universo: la poesia è affermazione della realtà esistente contro le sue alienazioni esterne.

Le finalità politiche, etiche, ideologiche, morali, derivanti dal pensiero umano – che Malevič considera una vera e propria “forma di lavoro destinata a cambiare la descrizione del mondo e il mondo stesso” – sono lasciate fuori dai quadrati rosa che accompagnano l’installazione.
E il bar è luogo dell’ozio, lontano dall’artificio del pensiero e dalla fatica del lavoro, dove i sensi divengono inerti alla ragione ed è possibile trovare, seduti a un tavolo, la poesia pura.

«Mi sono imbattuto tempo fa in alcuni scritti di un poeta e filosofo moldavo, naturalizzato francese, Benjamin Fondane, vissuto nella prima metà del novecento. Li ho trovati straordinariamente attuali. Sono affascinato dalla sua idea di poesia pura, senza “intelligenza né conoscenza”… come dal curioso titolo del suo “Falso trattato di estetica: saggio sulla crisi del reale”, appena tradotto in italiano. Siamo di nuovo in una crisi di realtà. Questa mostra è un sogno su Fondane, sulla inattività di Malevič, sul diritto alla pigrizia, sul giovane studente Marx, ancora senza barba, che mi appare e mi scompare in un quadrato.»

Davide Ricco

Giancarlo Norese
Falso trattato di estetica (quadrato rosa)
a cura di Davide Ricco

Spazio espositivo del Caffè Internazionale

via San Basilio 37, Palermo

opening venerdì 19 febbraio 2016, ore 19

fino al 3 marzo 2016

February 12, 2016

New multiple: N, Artist’s Alphabet, Materia Multipli, Roma, IT, 2016

The project arises from a visit at Luca Pancrazzi’s studio in Milan in May 2015, but starts taking shape after summer break in mid september.
The ALPHABET consists of 26 letters (classical latin alphabet), each one interpreted by a different artist. The letters are printed in offset on white 130g Old Mill paper, A3 format, in 100 pieces signed and numbered on the back.

It is an open project meaning that in the future a letter may be reinterpreted by a different artist. There will be an exhibition including a catalogue featuring the first complete alphabet.

Materia, multipli d’artista, www.materiamultipli.com

Max Renkel, Karl Daubmann, Judith Kakon, Christof Nüssli, Marco Raparelli, Michaela Langenstein, Giorgio Di Noto, Simone Berti, Luca Pancrazzi, Jonathan Monk, David Schutter, Isabell Heimerdinger, Martin Soto Climent, Giancarlo Norese, Matteo Fato, Benjamin Hirte, Hilario Isola, Rä Di Martino, Stefania Galegati, Mikkel Carl, Cesare Pietroiusti, Kilian Rüthemann, Jinn Bronwen Lee, Elena El Asmar, Florian Graf, Alfredo Pirri.

February 6, 2016

Portrait of the artist as a young dog, Rimini

Portrait of the artist as a young dog. 1985-1995

Rimini, F.A.R., 6–29 febbraio 2016
Inaugurazione sabato 6 febbraio 2016, ore 18
A cura di Gino Gianuizzi e Danilo Montanari

Ci sono periodi storici, luoghi e artisti che a volte determinano una felice congiunzione.
Tale è per noi quanto accadde tra Bologna e la Romagna tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90 del novecento. Artisti che trovarono un linguaggio comune e un atteggiamento di curiosità, voglia di sperimentare, a volte di giocare con l’arte. Una sorta di laboratorio diffuso che vide in Roberto Daolio in particolare, ma non solo lui, un attento osservatore, ma non il critico ufficiale. Una specie di anarchia comunitaria di monelli dell’arte (young dog ha tra l’altro questa accezione). Artisti che di lì a poco avrebbero intrapreso percorsi diversi, alcuni verso la fama internazionale, altri più rinchiusi nella loro ricerca, altri ancora dispersi in altri campi della vita. Il percorso si muove tra Bologna, con la galleria Neon di Gino Gianuizzi, Ravenna con le Edizioni Essegi di Danilo Montanari, Palazzo del Diavolo a Forlì, poi Rimini…

La mostra allestita nella F.A.R. di Rimini intende indagare gli esordi di un gruppo di giovani artisti, sottolinearne alcuni aspetti comuni ed evidenziare le peculiarità di ognuno che già lasciavano intravvedere gli sviluppi delle loro opere.
In occasione della mostra verrà pubblicato un volume (Danilo Montanari Editore) con testi dei curatori e alcuni scritti di Roberto Daolio. Il libro comprende un ampio apparato di documentazione, fotografie dell’epoca, documenti, lettere, testi critici di quegli anni.

Artisti: Eva Marisaldi, Gianfranco Beghi, Francesco Bernardi, Marco Samoré, Maurizio Mercuri, Alberto Zanazzo, Maurizio Cattelan, Maurizio Vetrugno, Patrizia Giambi, Giancarlo Norese, Cuoghi Corsello, Giardini Pensili, Mala. Arti Visive, Gianluca Codeghini, Cesare Viel, Maurizio Mercuri, Emilio Fantin, Alessandro Pessoli, Leonardo Pivi, Tommaso Tozzi, Bertozzi & Casoni, Raniero Bittante, Antonella Piroli, Luca Vitone.

info: Danilo Montanari Editore, info (at) danilomontanari (at) gmail (dot) com

February 5, 2016

Uno specchio per cinque, Zurich


Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce (Lu Cafausu):
Uno specchio per cinque

In the crypt of the Cabaret Voltaire a set will be constructed with the aim of shooting the first scene of a film. In this scene five non-professional actors will be invited to interpret and repeat the personal obsessions of the five components of “Lu Cafausu” who will take the role of directors. The public will be very close to the action and, at times, will inevitably become part of it.
Through this film the five artists will be confronted with their own self, their mirrored images, their contradictions.

Inaugural performance for Obsession Dada, Cabaret Voltaire, Zurich
February 5, 2016

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Ab dem 5. Februar 2016 wird zum 100-Jahre Jubiläum von Dada im Cabaret Voltaire, dem Geburtsort von Dada, die Ausstellung «Obsession Dada» gezeigt. Sie basiert auf Dokumenten aus dem Archiv des Kurators Harald Szeemann. In Szeemanns «Museum der Obessionen» hatten auch Dada und die Dada Erben einen Platz. Für «Obsession Dada» werden Dokumente über das Museum der Obsessionen und die Agentur für geistige Gastarbeit publiziert.

Mit einer von Una Szeemann konzipierten, raumgreifenden Installation wird eine Bühne für Obsessionen geschaffen, die wöchentlich mit Performances, Lesungen und Manifesten bespielt wird: Den Auftakt macht am 5.2. das Kollektiv Lu Cafausu, gefolgt von Oppy De Bernardo & Aldo Mozzini, Garret Nelson, Pilar Albarracin, Thomas Hirschhorn, Michele Robecchi, Gianni Motti, Nedko Solakov, Grupo EmpreZa, Carlos Amorales, Shana Lutker uvm.

Parallel widmet sich Adrian Notz im täglichen Offizium um 6:30h den 165 DadaistInnen. Am Feiertag von Hans Arp wird die «Die Schwalbenhode» vortragen. Sophie Taeuber-Arp wird am 24. Februar. zelebriert. Wahrlich gefeiert wird allabendlich, an den Soiréen. So wird zum Beispiel mit 6 Tänzerinnen und einer Puppenspielerin am 10. Februar die Marionette «The Robot King» von Sophie Taeuber-Arp zum Leben erweckt, nach einer 36 stündigen «Hacktion» spielt am 5.März die Genfer Kultband «The Death Brothers» oder die internationale Performance Gruppe «Blago Bung», deren Name vom lautmalerischen Ausdruck von Hugo Ball abgeleitet wurde, kreiert für den 9 April ein Lyrik-Konzert.

«Obsession Dada»
5. Februar–15. Mai 2016
Dokumente aus dem Harald Szeemann Archiv
Wöchentliche Soiréen mit zeitgenössischen KünstlerInnen

165 Feiertage
täglich: Offizien
6:30 Uhr, 5. Februar–18. Juli 2016
Soiréen

20:00 Uhr, 5. Februar–15. Mai 2016

January 29, 2016

(S)trace(S), Paris

(S)trace(S) est un Group Show qui met en scène la trace, le document, l'empreinte, le protocole de réalisation d'une oeuvre, la copie d'une création, la poésie du Fake.

(S)trace(S) à la Galerie du Chacha le 29 Janvier 2016 à 21.30h. Un Group Show avec Gwenael Billaud, Anne-Flore Cabanis, Bruce LaBruce, Pascal Lievre, Rugiada Cadoni, Yvette Neliaz Suite, Alison Bignon, Musique Post-Bourgeoise, Laurent Prexl, Clarisse Tranchard, François Durif, Frédéric Xavier Liver, Giancarlo Norese, Aile-Sarah Cassenti-Lame, Aurore Laloy, Armando della Vittoria, E il Topo Magazine, Anatoli Vlassov, Alberto Sorbelli... 

Les Pièces sont essentiellement imprimées en format A4, A3, A1 illustrées par des textes, des visuels explicatifs. Les oeuvres existent ou sont en projet. Une trace d'une action est mise en boucle sur un ordinateur ou un cadre analogique. Une performance est jouée en direct. Les murs en tissus sont habillés de traces photographiques, photocopiques, copies d'oeuvres. 
Le lieu Boudoir est un lieu Conceptuel et Transgenre, un Troisième lieu entre la galerie et le club, un environnement hybride composé d'art contemporain, du monde de la nuit, et d'une ambiance intime qui évolue en présence du public.

La Boîte de nuit redevient un lieu de strass, de trace de présence illicite. La Galerie du chacha est un endroit interdit a la fois Underground dans lequel se deploie une énergie Berlinoise.

Texte: Gwenael Billaud 
Curators: Gwenael Billaud et Rugiada Cadoni 
Partenaire: Technikart 
Performances: Laurent Prexl, Anatoli Vlassov
Live Performance * Musique Post-Bourgeoise *
Mix de 21h30 à 04:30 Electro Clash * Gwenael Billaud aka The SlibArt

Galerie du Chacha, 47 rue Berger, Paris